Jul 18, 2018 Last Updated 8:23 PM, Jul 3, 2018

L'Aquila 8 marzo 2018 #wetoogether le donne pensionate aderiscono allo Sciopero globale delle donne

Pubblicato in Donne
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CORTEO CITTADINO ore 15:30 concentramento Fontana Luminosa L'Aquila.

ORGANIZZATO DA Ass. Donatella Tellini - Centro Antiviolenza e Biblioteca delle Donne, Ass. Donne TerreMutate e RETE NON UNA DI MENO - L'AQUILA a cui aderiscono: Collettivo Fuori Genere, 3e32/Casematte, Coordinamento donne migranti, Link Studenti Indipendenti L'Aquila, Uds L'Aquila, Circolo Arci Querencia, ArciGay Massimo Consoli L'Aquila, ArtQuake/Asilo Occupato, Ass. Arti e spettacolo, Sasha Ju Tatoo, Donne del Sindacato pensionati CGIL L'Aquila.

L’8 marzo 2018 a L’Aquila scenderemo in strada per unirci alla marea femminista impegnata, anche quest’anno, nello sciopero globale: porteremo anche nella nostra città il grido comune contro la violenza maschile sulle donne e per le strade lo vedremo trasformarsi dal #metoo al #wetoogether.

Siamo operatrici del Centro Antiviolenza e vogliamo denunciare la violenza di genere come fenomeno strutturale: il Piano Nazionale Antiviolenza, approvato nel 2013, non è stato ancora attuato. Vogliamo un sostegno concreto per i Centri Antiviolenza, maggiori finanziamenti ai consultori pubblici e la corretta applicazione della Legge 194/78 per la tutela del diritto ad un aborto libero, sicuro e gratuito.

Vogliamo che la Casa delle Donne dell’Aquila abbia finalmente la sua sede definitiva.

Siamo attiviste della rete NUDM e ci riconosciamo nel Piano Femminista contro la violenza maschile e di genere: è il nostro terreno di lotta e rivendicazione comune, scritto da migliaia di mani in un anno di assemblee e confronti su tutto il territorio nazionale. Anni di lotte e militanza hanno creato il terreno fertile per la creazione di una piano politico per il quale noi tutte ci battiamo. Condanniamo la strumentalizzazione operata sui nostri corpi dalla politica, dall’opinione pubblica e dai media.

Denunciamo il fenomeno delle molestie sul lavoro e la violenza economica.

Siamo studentesse dei licei e delle università ci scontriamo da sempre con una società che tenta di privarci del diritto ad essere semplicemente persone. La scuola diventa, troppo spesso, veicolo di input che alimentano l’indifferenza di fronte alle discriminazioni e al sessismo. I giovani e le giovani sono i primi a sentire il peso delle aspettative legate al genere e sono coloro potenzialmente in grado di contaminare il resto della società affinché la catena si spezzi. Vogliamo l’introduzione di un’educazione alle differenze, sessuale e affettiva.

Siamo donne migranti, conosciamo la discriminazione di genere per averla vissuta sulla nostra pelle: conosciamo bene i matrimoni forzati; abbiamo visto amiche morire a causa di aborti clandestini. Sappiamo che nel mondo le donne vengono trattate come esseri umani di serie B. Come migranti subiamo due volte questa condizione: siamo discriminate tra i discriminati.

Scendiamo in piazza perché vogliamo pari diritti, pari dignità e pari opportunità.

Noi valiamo, noi scioperiamo... #wetoogether

 

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